TUTTI IN FILA!
5 PAROLE CHIAVE PER DESCRIVERE LA SCIENZA DELL’ASPETTARE IL PROPRIO TURNO APPLICATA AGLI EVENTI.

Quanto tempo hai passato in fila nella tua vita? “Da qui tempo di attesa 2 ore”, “Ritira il tuo biglietto”, “Fast line” sono frasi che accompagnano questo rito ancora reale nell’era dell’automazione.

 La fila diventa un contesto dove comunicare e intrattenere il target.

In questi giorni almeno cinque minuti sarete stati sicuramente in fila; al nuovo negozio della Apple, alla cassa del vostro festival preferito, alla gelateria dove vanno tutti, in posta.

Nell’era del tutto automatizzato, questo rito antico dell’aspettare il proprio turno è un elemento ancora molto presente nelle nostre vite.

Come non dimenticare le file chilometriche di Expo nel 2015 che hanno reso l’ingresso al padiglione del Giappone una leggenda.

Chi organizza eventi vive i due lati della medaglia: avere delle file al proprio evento significa soddisfare KPI quantitativi ma avere file al proprio evento significa anche ricevere commenti negativi da parte di chi è in fila.

Cliente soddisfatto o partecipante a proprio agio? Il giusto sicuramente sta nel mezzo con lo studio di un evento che possa accogliere alte numeriche con una gestione ottimale dei flussi con l’utilizzo di strumenti e tecnologie appropriate.

Ecco qui 5 parole in fila per chi crea e organizza eventi:

  1. CURIOSITÀ

Una fila di persone fuori da una porta chiusa farà aumentare le persone in fila. La curiosità è il più potente elemento di engagement. Vedi la leggenda del padiglione del Giappone, “se tutti sono in fila per entrare significa che ne vale la pena”.

Porta chiusa e fila perenne fuori dal locale è una vecchia tecnica per rendere magnetico il proprio evento. Occhio però che le promesse vanno mantenute, chi aspetta va premiato.

  1. NOIA

In fila ci si annoia. Si aspetta e durante l’attesa si consumano le batterie degli smartphone. Le file in realtà sono un perfetto contesto di comunicazione: puoi parlare con il tuo target perché non ha altro da fare e puoi rendere felice il tuo target perché puoi risolvere dei suoi disagi creati dal contesto. Riassumendo puoi caricare gli smartphone scarichi e nel frattempo comunicare il tuo messaggio.

  1. SOCIALITÀ

In fila ci si conosce. Perchè quando c’è un disagio condividerlo con altre persone lo rende meno potente. La fila diventa un salotto nel quale fare nuove conoscenze, socializzare e interagire. Un mio caro amico durante gli eventi stava in zona bagni tutta la sera perchè diceva che era una situazione molto interessante dove fare conquiste. Un brand forse dovrebbe chiedersi come poter sfruttare al meglio questo insight.

  1. ESCLUSIVITÀ

“Chi paga di più non fa la fila”. Siamo cresciuti nell’era delle fast line per chi paga un extra o per chi riesce ad ottenere l’appellativo di VIP. Oggi l’obiettivo dovrebbe essere quello di rendere l’evento esclusivo per tutti migliorando i flussi e non quello di dividere gli ospiti in categorie. Vedi le recenti discussioni sulle aree PIT dei concerti vuote.

  1. VELOCITÀ

Durante un evento il tempo che passa da quando dici ai tuoi amici “vado a prendere qualcosa da bere al bar” e ritorni è una variabile molto importante per decretare l’indice di gradimento di un evento. Arrivarono i token e si formarono le file per cambiare i token. Ora la tecnologia RFID permette di pagare tutto con un braccialetto, zero cash e zero token per tornare al volo in pista con due birre.

Ogni tanto ci arrivano brief che ci chiedono di “trovare idee per intrattenere le file”. Per Philips ci siamo riusciti grazie ad una bottiglietta 🙂

Marco Zambaldo

#zamba #creativestrategist