DOPO LA DEVASTAZIONE C’È LA CREATIVITÀ
GENOVA RIPARTE DALLE IDEE, LA FORESTA DI PANEVEGGIO DALLA MUSICA.

Siamo sempre più abituati a vedere immagini di devastazione. Notizie di fronte alle quali ci sentiamo a volte vicini, a volte distanti, a volte in colpa, a volte accusatori.

La parte interessante è il ruolo della creatività, della bellezza delle idee nella fase successiva alla devastazione. Un ruolo di speranza che sposta l’attenzione verso il futuro.

A cosa serve la creatività? Perché esiste la possibilità di avere una bella idea che possa diventare un bel progetto? Con la faccia sempre attaccata allo schermo e al nostro lavoro quotidiano ogni tanto ci capita di non domandarcelo abbastanza.

Io credo che la creatività sia molto legata al concetto di speranza e di rinascita. Quando arriva la devastazione, sotto qualsiasi sua forma, sarà sempre un’idea a far ripartire il tutto.

Genova.

Negli ultimi tempi una città al centro dell’attenzione per un fatto che tutti conosciamo. A cadere un ponte, un elemento fisico ma soprattutto un simbolo di connessione, di unione. Un ponte parla della possibilità di spostarsi così come di raggiungere luoghi.

Quando cade un ponte il rumore che fa a livello simbolico è molto forte. 

Recentemente a Milano è stato organizzato un evento, un nuovo ponte costruito dalle idee. Idee che sono persone, modelli che ci collegano a una percezione differente di Genova. Una Genova modello positivo che è sempre esistita e che ora vuole attenzione su di sé per ripartire.

“A Genova c’è un altro sole”, questo il titolo dell’evento che si è svolto a novembre 2018 al Talent Garden Calabiana di Milano riunendo alcuni genovesi che con i loro valori e con le loro idee rappresentano una nuova prospettiva sulla città.

Vittoria Gozzi, Francesco Bacci, Vanni Oddera, Francesco Bocciardo Carlo Castellano e Mus-e Milano, imprese e progetti che racchiudono in sé i valori positivi del territorio, l’unicità della sua storia, l’intraprendenza dei suoi cittadini e l’apertura verso il mondo e verso gli altri.

Questa la descrizione dell’evento:

“In seguito al crollo di Ponte Morandi siamo stati scossi da un groviglio di sentimenti: rabbia, frustrazione, incredulità, tristezza, senso di appartenenza.

Questi sentimenti hanno imposto una riflessione che, condivisa con alcuni amici, ha dato vita a uno stimolo per cercare di aiutare Genova, seppur in piccola parte, a superare questa tragedia e a ritrovarsi più forte, più unita e più attrattiva di prima.

L’intento è quello di incuriosire, avvicinare, far conoscere meglio Genova ai non genovesi, organizzando un evento gratuito a Milano, in cui 6 relatori raccontino storie significative del nostro territorio: imprenditoria, sport, musica, innovazione e solidarietà.”

 

Un altro recente esempio.

Foresta di Paneveggio, Trentino.

Uno di quei luoghi che ti devi convincere esista veramente dalla bellezza che trasmette.

La devastazione arriva durante la prima guerra mondiale, combattimenti e sangue tra gli alberi. 100 anni dopo la devastazione si presenta sotto forma di un clima sempre più “non convenzionale”, del quale ogni giorno ci sembra sempre più chiaro il nostro livello di responsabilità.

Gli alberi che fino a oggi hanno dato vita ai migliori strumenti musicali del mondo, sono sradicati e lasciati sul campo come corpi dopo una battaglia.

La ripartenza questa volta è la musica. L’idea è un video, 11.11, persone che seminano note di bellezza per ringraziare gli alberi responsabili anche loro di quella stessa musica.

Un video che non posso troppo spiegare, necessita di essere visto.

Oggi mi è un po’ più chiara la frase “la bellezza salverà il mondo”.

 

Marco Zambaldo
#zamba #creativestrategist